MIGRANTES

MIGRANTES

LE GRANDI MIGRAZIONI DELL'UOMO DALLA PREISTORIA AD OGGI

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Periodo: estate/autunno/inverno 2020/21
Location: sito web tematico
Modalità:
rappresentazione online - CD interattivo multimediale 
Inaugurazione: 1° agosto 2020
Orario: 24/7 (24 ore su 24 e 7 giorni su 7)
Ingresso: libero

Sito Web Tematico: htpps://migrantes2020.altervista.org

PRESENTAZIONE

La rassegna d’arte contemporanea nel 2020 avrà come titolo “Migrantes”, sottotitolo “Le grandi migrazioni dell’Uomo dalla preistoria ad oggi”.

A causa della pandemia del COVID-19, che ha pesantemente modificato i nostri stili di vita, la mostra, almeno in un primo tempo, si terrà esclusivamente online.

Partecipano alla mostra artisti di ogni stile e tendenza, sia consolidati che emergenti, appartenenti sia al nostro Paese che al panorama artistico europeo ed extraeuropeo. D’altro canto, come è noto, fanno parte del Circolo “Amici nell’Arte” noprofit artisti di diverse nazionalità, ognuno dei quali sarà spronato ad apportare alla mostra il proprio contributo artistico-culturale.

Tutti i partecipanti elaboreranno, ognuno secondo il proprio stile personale un'opera sul tema delle grandi migrazioni dell’Uomo dalla preistoria ad oggi.

Questa potrà spaziare dalla pittura alla scultura, alla ceramica, alla fotografia, alla video-art ed alle installazioni.

PROGETTO ARTISTICO

La rassegna d’arte contemporanea nel 2020 avrà come titolo “Migrantes”, sottotitolo “Le grandi migrazioni dell’Uomo dalla preistoria ad oggi”.

Inizialmente la mostra verrà proposta esclusivamente online su un sito tematico e mediante canali informatico/digitali.

A seguire, nell'estate/autunno/inverno 2020/2021 si ricercherà un adeguato palazzo storico in un luogo propenso.

« Il fenomeno delle migrazioni è antico quanto l’Uomo… sin dalle epoche preistoriche, le migrazioni sono state all’origine del popolamento dei continenti ».

La specie umana, nella sua lunga storia iniziata alcuni milioni di anni fa con le forme primitive di Homo habilis e Homo erectus, ha sempre manifestato una forte propensione alla migrazione, a spostarsi cioè dai luoghi di origine per andare alla ricerca di nuovi territori. È così che ci siamo evoluti.

La migrazione è quindi un fattore evolutivo fondamentale, da sempre. Molti scienziati concordano sul fatto che migrando le popolazioni si sono rimescolate e rafforzate, generando nuove varianti genetiche. Sulla superficie instabile del nostro pianeta, tra incessanti cambiamenti climatici e continue oscillazioni tra periodi caldi e freddi, migrare è una strategia essenziale di adattamento e di flessibilità.

È il “fiume della vita” descritto a metà Ottocento da Charles Darwin, che ha riguardato non solo la flora e la fauna, ma la specie umana.

Sono state pertanto le grandi migrazioni dell’antichità ad omogeneizzare la nostra specie e ad accelerare l’organizzazione sociale che, senza di esse, si sarebbe sviluppata in maniera più lenta.

Noi umani siamo “migranti” da 2 milioni di anni, e ancora oggi si migra perché obbligati da conflitti, guerre e discriminazioni, ed anche dai cambiamenti climatici indotti dalle attività dell’Homo sapiens che stanno avvelenando il nostro pianeta.

La maggior parte degli studiosi di antropologia è concorde nell’affermare come la genesi migratoria dell’Umanità abbia avuto origine dal centro dell’Africa, ove la forma umana oggi nota si sviluppò intorno a tre milioni di anni fa. Il periodo durante il quale avvennero le prime migrazioni umane ad opera dell’Homo sapiens si colloca fra 1,8 e 1,3 milioni di anni fa.

L’origine africana dell’Homo sapiens è il modello paleoantropologico dominante tra le teorie che tendono a descrivere l’origine e le prime migrazioni umane dell’anatomicamente moderno.

Dalla zona della Great Rift Valley, l’Homo abilis si spinse a popolare tutta l’Africa e raggiunse l’Europa; poi si diresse verso l’Oriente e Giava; in seguito, nell’Asia Occidentale ed infine l’Homo sapiens si espanse in tutti gli altri continenti mediante un processo durato migliaia di anni.

È interessante constatare che la velocità delle migrazioni di cui si parla è stata calcolata in 1 km all’anno via terra e circa 3/4 km annui lungo le coste.

Intorno al 10.000 a.C. popolazioni indoeuropee diedero origine ad una ulteriore gigantesca migrazione che impresse tracce profonde nella storia dell’Europa Occidentale e di una parte dell’Asia, la regione compresa tra Iran e India.

L’ultima grande espansione fu quella delle lingue altaiche che, cominciata 2.300 anni fa, continua fin quasi ai nostri giorni, sostituendo le lingue indoeuropee che erano parlate precedentemente in Asia centrale e in Turchia.

Da questo breve excursus antropologico, comprendiamo come la spinta a muoversi, esplorare, conoscere, cercare nuove terre, per sfuggire a fame, carestie e guerre, sia proseguita durante tutta l’evoluzione dell’Uomo e continui ininterrotta fino ai giorni nostri.

In un periodo a noi più vicino, invece, rileviamo altre grandi correnti migratorie, come quella che a partire dal XVII secolo portò in maniera coatta 7 milioni di neri dall’Africa in America o a quella che tra la metà dell’Ottocento e l’inizio del Novecento fece sì che 50 milioni di europei migrassero nel Nord America, nell’America Latina ed in Australia, a causa di una grave carestia che aveva coinvolto l’Irlanda, la Germania e l’Europa meridionale.

Nel secondo dopoguerra poi milioni di persone si diressero dai paesi del Sud-Europa verso la Germania, il Belgio, la Svizzera e la Francia, attratte dal fenomeno del boom economico di quei paesi.

Attualmente stiamo vivendo una colossale migrazione verso l’Europa dai paesi del Nord Africa, dal Medio Oriente, dall’Asia, paesi questi colpiti ancora una volta da alterazioni climatiche, che hanno indotto siccità e carestia, sfociando in guerre cruente e in pericolose epidemie.

Tutto ciò ci fa riflettere sulla necessità di una corretta integrazione, attuata da ogni parte in causa, che garantisca un’accoglienza dignitosa e generosa ai migranti, ma al tempo stesso preveda il rispetto della cultura e delle regole esistenti nei paesi ospitanti.

Il rispetto delle idee altrui è indice di civiltà, ma è altrettanto legittimo chiedere che vangano mantenute e difese le proprie, soprattutto in un luogo come l’Europa, popolato da antiche minoranze etniche.

La mostra si propone di:

  1. comprendere che la società odierna tende ad essere multietnica e multiculturale;
  2. fissare regole e comportamenti per una sana e corretta convivenza;
  3. rispettare il credo religioso di ogni persona e di ogni etnia;
  4. comprendere che la libertà individuale finisce dove comincia quella dell’altro;
  5. capire che, come afferma l’art. 3 della nostra Costituzione, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.”.
  6. porre in evidenza la figura della donna nella nostra società come persona di pari valore e dignità, da rispettare in egual misura dell’uomo (si pensi alla “piaga” del femminicidio in questi ultimi anni);
  7. divulgare questi principi fra i giovani anche tramite la creatività degli artisti, in modo che essi capiscano il valore della convivenza intelligente e pacifica fra tutte le culture e le etnie come indice di civiltà;
  8. attraverso i contenuti citati, potenziare l’interesse e l’approfondimento scientifico al fine di porre rimedio o migliorare la condizione attuale in termini climatici ed energetici;
  9. inculcare un profondo rispetto per la natura, che è fonte di vita e di benessere, da molti anni ormai sempre più vittima di politiche dissennate di sfruttamento esasperato e di inquinamento incontrollato;
  10. confrontare i moventi delle varie migrazioni storiche per riflettere sulle differenze e sulle analogie presenti in esse, in modo da comprendere meglio i principi di una convivenza civile fra i popoli.

ARTE

Potranno partecipare alla mostra artisti di ogni stile e tendenza, sia consolidati che emergenti, appartenenti al nostro Paese o al panorama artistico europeo ed extraeuropeo. D’altro canto, com’è noto, fanno parte del Circolo “Amici nell’Arte” noprofit artisti di diverse nazionalità, fra cui ungheresi, rumeni, sloveni, norvegesi, peruviani, venezuelani, guatemaltechi, francesi, spagnoli, tedeschi,… ognuno dei quali apporta il proprio contributo culturale e creativo, a beneficio della comunità.

Oltre a questi, saranno invitati numerosi altri artisti, anche tramite il web.

Tutti i partecipanti saranno invitati ad elaborare, secondo la propria cultura e la propria cifra stilistica, un momento, un evento, una riflessione sulla lunga storia delle migrazioni umane, dalla preistoria ai giorni nostri.

Pertanto sono ammesse opere di fotografia, incisione, grafica, pittura, scultura, ceramica, video-art ed installazioni.

Dati Organizzativi
Per questa mostra si è ritenuto di lasciare gli artisti liberi di produrre le opere pittoriche entro un formato da un minimo di cm. 30 fino ad un massimo di cm. 120, mentre per le opere plastiche è stabilito di non superare le dimensioni massime di cm. 50 x 50 x h. 100.

Ogni artista potrà presentare una sola opera sul tema prescelto.

Tempistica
L’adesione dovrà pervenire entro il 20/04/2020 (*).

Al fine di redigere il materiale promozionale/illustrativo dell’evento, dovrà essere fornita la foto digitale dell’opera, corredata dai relativi dati (titolo / tecnica / dimensioni), entro il 30/06/2020 (*). In caso di carenza di fondi, o a causa dei problemi sanitari contingenti, si opterà per un catalogo interattivo su CD e relativa pubblicazione sul web.

IMPORTANTE
Le immagini delle opere saranno sottoposte alla selezione di una Commissione Artistica formata da tecnici ed esperti d’arte e dal critico d’arte/curatore della mostra, onde garantire il livello qualitativo della stessa. Il nome di questi verrà reso pubblico dopo la selezione, che si terrà il 10.07.2020 (*).

(*) Tali date potrebbero subire variazioni causate dalle problematiche sopra descritte.
    In rosso le nuove date a seguito dello spostamento della deadline per la consegna delle opere.

Critico d’Arte / Curatore
Come consuetudine del Circolo, la mostra sarà curata ed allestita da un noto critico d’arte, supportato dai coordinatori del Circolo, che dovrà ricercare e valorizzare gli aspetti peculiari del tema in relazione alle opere presentate ed alla location.

Riguardo a questo capitolo, che prevedeva, in uno scenario totalmente diverso, numerose e multiformi iniziative culturali, proprie del nostro Circolo, quali conferenze propedeutiche, concerti e spettacoli musicali e teatrali, laboratori e collaborazioni fattive con studenti di ogni ordine e grado, per ora non è possibile progettarle e stabilire contatti, a causa dei gravi motivi che conosciamo, legati alla pandemia del Coronavirus (COVID-19).

La Cultura però si può propagare in maniera ottimale anche attraverso le nuove metodologie di trasmissione “via etere”, che comprendono web, videoconferenze e cataloghi online, ed è il percorso che il nostro Circolo ha scelto di seguire e di perseguire per inviare a tutti il proprio messaggio Artistico-Culturale.

Ecco perché inizialmente tutto verrà presentato via web, augurandoci che questo periodo buio presto abbia un termine e si ritorni alla vita ed ai rapporti sociali normali.

  • la diffusione tramite web potrà essere fruita da ogni persona del pianeta, giovane o anziana che sia, purché in grado di utilizzare almeno uno degli svariati strumenti tecnologici attualmente disponibili, quali smartphone, tablet, phablet, notebook, personal computer e smartTV, che possano aprire pagine web, social network quali Facebook, Twitter, Instagram, video YouTube e quant’altro;
  • la platea divulgativa potrà essere ricca di nuovi fruitori, attratti dalle nuove opportunità offerte.

Convinti che la Cultura sia “motore” di promozione per le imprese del territorio, mai come nei momenti attuali, lo scopo è quello di interfacciarsi con operatori del settore ed istituzioni al fine di promuovere l’offerta culturale del Circolo, memori che la Cultura è l’elemento propulsore di ogni progresso.

Le risorse umane che verranno impiegate per la realizzazione del progetto in esame potranno essere le seguenti:

  • ideatori del progetto, professori di lettere e filosofia, scienze, matematica, chimica e fisica, ricercatori linguistici, filologi, psicologi;
  • artisti, critici d’arte, galleristi, traduttori, esperti web, grafici, tecnici del suono, giornalisti, librai e bibliotecari, musicisti, cameramen ed addetti alla logistica, studenti e docenti;
  • membri dell’associazionismo presenti sul territorio.

La strumentazione ed il materiale da utilizzare allo scopo si comporrà di:

  • computers, macchine fotografiche digitali, videocamere, videoproiettori e microfoni.

Qualora la pandemia di Coronavirus venisse superata in tempi utili, si prevede di presentare la Mostra in strutture di rilievo, sia in Italia che all’estero, dove il Circolo conta un buon numero di soci, allo scopo di effettuare importanti scambi interculturali e sociali di forte ricaduta sul nostro territorio.

Garlenda, 13 marzo 2020

Il Presidente

Cav. Carmen Spigno

10. PROGETTO ARTISTICO

Si può consultarne il relativo PROGETTO ARTISTICO in formato PDF presso questo » link «

QUOTA PARTECIPAZIONE

In questa sezione può essere effettuato il pagamento della quota di partecipazione alla mostra tramite Paypal (€ 50,00 + spese di transazione), utilizzando il pulsante riportato qui sotto.

Per coloro che volessero effettuare il pagamento mediante bonifico o altra modalità di pagamento, vi invitiamo a visitare la pagina TESSERAMENTO e reperire i dati nella sezione METODI DI PAGAMENTO.




ARTISTI

 

stranieri

    • ***

italiani

    • ***

(*) L'elenco degli artisti che hanno aderito al progetto sarà pubblicato al termine delle adesioni.

OPERE

REPORTAGE FOTOGRAFICO

LOCATION

antichi dei romani
antichi dei romani

La mostra verrà proposta in prima battuta online sul web, mediante un sito tematico dedicato alla mostra stessa, ed inoltre verrà pubblicizzata sui principali social network.

Si redigerà anche un catalogo in formato digitale che verrà prodotto su un CD multimediale e pubblicato, nella parte PDF, su siti specializzati.

Solo in un secondo tempo, quando la pandemia sarà soltanto un brutto ricordo, la mostra verrà presentata in una location di prestigio.

Il dettaglio della location al link »

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