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VINCENT

Musica ed Arte sono un connubio nel quale il Circolo “Amici nell’Arte” ha sempre profondamente creduto. Ecco perché la scelta del primo brano proposto dalle pagine di questo blogzine è caduta sul grandissimo pittore fiammingo Vincent van Gogh e sul brano “Vincent”, scritto ed interpretato dal cantautore americano Don McLean ed ispirato all’opera “Notte stellata”, unico quadro venduto in vita dal van Gogh

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IL QUADRO

NOTTE STELLATA
opera di Vincent van Gogh

Realizzato dal pittore olandese Vincent Van Gogh nel 1889, la “Notte Stellata” è la raffigurazione di un paesaggio visto dalla stanza dell’istituto di salute mentale a Saint-Remy, dove il pittore fu ricoverato a causa della sua malattia e della sua amputazione all’orecchio.

Notte Stellata – Vincent van Gogh – 1889

IL PITTORE

Vincent van Gogh – Autoritratto

Vincent van Gogh, pittore olandese dell’Ottocento, è tra gli artisti più celebri di tutti i tempi e, a causa dell’estrema sensibilità di artista, ebbe una vita molto tormentata.

Nacque il 30 marzo 1853 a Groot Zundert, in Olanda, figlio primogenito di un pastore protestante. Di indole molto inquieta e sensibile, lavorò per breve tempo in una ditta di mercanti d’arte, ma presto avvertì una profonda vocazione religiosa, che lo indusse a studiare teologia e a frequentare una scuola di evangelizzazione.

A 25 anni venne inviato a predicare in Belgio, dove cominciò a realizzare i suoi primi disegni. A 27 anni iniziò a studiare pittura, anche grazie all’appoggio finanziario del fratello Theo, figura di riferimento per l’artista. Esordì con opere realiste in cui prevalgono colori cupi: nature morte, scene di villaggio, contadini e tessitori, dipinti con intensa partecipazione emotiva. Appartiene a questa prima fase “I mangiatori di patate”. Nel 1886 Van Gogh si stabilì a Parigi, presso il fratello Theo, che lavorava come mercante d’arte. Nella capitale francese egli ebbe modo di avvicinarsi al movimento Impressionista. In questo periodo, infatti, cominciò ad utilizzare colori chiari e brillanti, stesi sulla tela con pennellate allungate.

Nel 1888, Van Gogh si recò ad Arles, in Provenza alla ricerca di quiete. Qui dipinse paesaggi inondati di luce, campi di grano e giardini fioriti. Ad Arles lo raggiunse l’amico pittore Paul Gauguin. Per un breve periodo i due dipinsero insieme, ma presto emersero i contrasti. Dopo un violento litigio, Gauguin decise di andarsene. Van Gogh, profondamente scosso, si tagliò un orecchio e, colpito da frequenti crisi nervose, fu ricoverato all’istituto psichiatrico di Saint-Remy. Suo grande conforto era l’affetto del fratello Theo, con il quale intrattenne per quasi tutta la vita una fitta corrispondenza.

Nonostante i problemi di salute, Van Gogh continuò a dipingere, sia durante i ricoveri, sia ad Auvers-sur-Oise, dove si trasferì nel 1890. Qui, il dottor Garchet, suo amico e appassionato d’arte, si prese cura di lui. Nelle sue ultime opere, il colore diventò sempre più intenso e la pennellata diventò sempre più mossa, fino a una vera e propria distorsione delle forme. Nell’estate 1890, subito dopo aver completato una delle sue opere più celebri, Campo di grano con corvi”, egli si sparò al petto. Morì il 29 luglio 1890, a soli 37 anni.

LA CANZONE

VINCENT (Starry, Starry Night)
brano di Don McLean

video del brano

*** note di copyright ***

La maggior parte delle immagini nel video qui a fianco sono state create da Vincent Van-Gogh.
La canzone è di Don McLean.
Non ci si assume alcun credito né per la canzone né per le immagini.

Concesso in licenza a YouTube da UMG (a nome di EMI); UMPI, UNIAO BRASILEIRA DE EDITORAS DE MUSICA – UBEM, BMI – Broadcast Music Inc., SODRAC, UMPG Publishing, LatinAutor, LatinAutor – UMPG e 17 società di gestione dei diritti musicali

Il video relativo alla canzone è visionabile al seguente al link.

Vincent (Starry, Starry Night)
testo in inglese

Starry, starry night
Paint your palette blue and gray
Look out on a summer’s day
With eyes that know the darkness in my soul
Shadows on the hills
Sketch the trees and the daffodils
Catch the breeze and the winter chills
In colors on the snowy linen land

Now I understand what you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
How you tried to set them free
They would not listen, they did not know how
Perhaps they’ll listen now

Starry, starry night
Flaming flowers that brightly blaze
Swirling clouds in violet haze
Reflect in Vincent’s eyes of china blue
Colors changing hue
Morning fields of amber grain
Weathered faces lined in pain
Are soothed beneath the artist’s loving hand

Now I understand what you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they did not know how
Perhaps they’ll listen now

For they could not love you
But still your love was true
And when no hope was left inside
On that starry, starry night
You took your life as lovers often do
But I could have told you, Vincent
This world was never meant
For one as beautiful as you

Starry, starry night
Portraits hung in empty halls
Frameless heads on nameless walls
With eyes that watch the world and can’t forget
Like the strangers that you’ve met
The ragged men in ragged clothes
A silver thorn, a bloody rose
Lie crushed and broken on the virgin snow

Now I think I know what you tried to say to me
And how you suffered for your sanity
And how you tried to set them free
They would not listen, they’re not listening still
Perhaps they never will

 

Vincent (Notte Stellata, Notte Stellata)
testo in italiano

Notte stellata stellata
Dipingi la tua tavolozza in blu e grigio
Guarda in una giornata estiva
Con gli occhi che conoscono l’oscurità nella mia anima
Ombre sulle colline
Disegna gli alberi e i narcisi
Cattura la brezza e i brividi invernali
A colori sulla terra innevata di lino
Ora capisco cosa hai cercato di dirmi
E come hai sofferto per la tua sanità mentale
Come hai provato a liberarli
Non avrebbero ascoltato, non sapevano come
Forse ora ascolteranno

Notte stellata stellata
Fiori fiammeggianti che brillano intensamente
Nuvole vorticose nella foschia viola
Rifletti negli occhi di Vincent di un blu porcellana
Colori che cambiano tonalità
Campi mattutini di grano ambrato
Volti alterati, segnati dal dolore
Sono calmati sotto la mano amorevole dell’artista

Ora capisco cosa hai cercato di dirmi
E come hai sofferto per la tua sanità mentale
E come hai provato a liberarli
Non avrebbero ascoltato, non sapevano come
Forse ora ascolteranno

Perché non potevano amarti
Ma comunque il tuo amore era vero
E quando nessuna speranza è rimasta dentro
In quella notte stellata e stellata
Ti sei tolto la vita come fanno spesso gli innamorati
Ma avrei potuto dirtelo, Vincent
Questo mondo non è mai stato pensato
Per uno bello come te

Notte stellata stellata
Ritratti appesi in sale vuote
Teste senza cornice su pareti senza nome
Con occhi che guardano il mondo e non possono dimenticare
Come gli estranei che hai incontrato
Gli uomini sfilacciati in abiti sfilacciati
Una spina d’argento, una rosa insanguinata
Sdraiati e spezzati sulla neve vergine

Ora penso di sapere cosa hai cercato di dirmi
E come hai sofferto per la tua sanità mentale
E come hai provato a liberarli
Non vogliono ascoltare, non stanno ancora ascoltando
Forse non lo faranno mai

IL MUSICISTA

Don McLean – Autore di “Vincent”

Donald “Don” McLean, nato a New Rochelle, nello Stato di New York, il 2 ottobre 1945, è un cantautore statunitense.

È l’autore della canzone “American Pie”, un brano che nel 1972 raggiunge la prima posizione nella Billboard Hot 100 per quattro settimane consecutive ed è considerato uno dei capolavori della musica leggera statunitense, rilanciato nel 2000 da una cover di Madonna. Altro suo successo da ricordare è “Castles in the air”, contenuto nel suo primo album “Tapestry” del 1969.

In Italia Don McLean ha avuto un breve periodo di notorietà nel 1973 con il brano “Vincent”, ispirato alla vita ed all’opera di Vincent van Gogh, che venne utilizzato come sigla del seguitissimo giallo televisivo “Lungo il fiume e sull’acqua”.

“Lungo il fiume e sull’acqua” è il titolo di uno sceneggiato televisivo italiano di genere giallo-poliziesco, in cinque puntate, tratto dal romanzo di Francis Durbridge (il cui titolo originale inglese è “The Other Man”), diretto da Alberto Negrin, con la sceneggiatura di Biagio Proietti. Venne trasmesso in prima visione dal 13 al 27 gennaio 1973 sul Programma Nazionale (l’odierna Rai 1) in prima serata.

INTERPRETAZIONE

Se aveste visitato il Museo Van Gogh ad Amsterdam durante gli anni 70, probabilmente avreste sentito questa canzone diffusa dall’impianto audio. “Vincent” del cantautore americano Don McLean è un piccolo gioiello acustico che è un sentito tributo al pittore Vincent Van Gogh e al suo celebre dipinto “Notte stellata”, realizzato nel 1889 e conservato al Museum of Modern Art di New York (MOMA), e difatti la canzone inizia proprio con le parole “Starry, starry night”. Nel 1970 McLean sta attraversando un periodo piuttosto travagliato e doloroso a causa di un matrimonio molto difficile. In autunno viene assunto in una scuola per suonare la chitarra e cantare in aula, e una mattina mentre è seduto in veranda e sfoglia un libro illustrato su Van Gogh, il suo sguardo resta catturato dal dipinto “Notte stellata”. «Improvvisamente ho capito che dovevo scrivere una canzone per dire che non era pazzo – ha detto in un’intervista – Aveva un disturbo, questo sì, cosa che lo rendeva diverso agli occhi degli altri, ma era qualcosa di ben diverso dal mio concetto di “pazzia”. Così mi sono seduto con una stampa di “Notte stellata” e ho scritto i testi su un sacchetto di carta».

In effetti le parole e le immagini di questa canzone rappresentano la vita, il lavoro e la morte di Vincent Van Gogh. I versi “Paint your palette blue and gray” (“Dipingi la tua tavolozza blu e grigio”) riflettono i colori predominanti del dipinto, e sono probabilmente un riferimento all’abitudine di Vincent di succhiare o mordere i suoi pennelli mentre lavorava; “The ragged men in ragged clothes” (“Gli uomini laceri in abiti logori”) e”how you tried to set them free” (“come hai cercato di liberarli”) si riferiscono alle attività umanitarie di Van Gogh e all’amore che nutriva per gli emarginati dalla società; “They would not listen / They did not know how” (“Non volevano ascoltare / Non sapevano come”) si riferisce alla famiglia di Van Gogh e ad alcuni conoscenti che erano critici nei confronti della sua gentilezza nei confronti di “the wretched” (“gli infelici”); “How you suffered for your sanity” (“Come hai sofferto per la tua sanità”) si riferisce al disturbo schizofrenico di cui Van Gogh soffriva. Van Gogh dipinse “Notte stellata” dopo essersi fatto internare nel manicomio Saint Paul de Mausole, appena fuori Saint Rémy, in Provenza. Scrisse che quella notte era “più ricca di colori del giorno”, ma non poteva andare fuori a vedere le stelle, così dipinse il cielo notturno a memoria. Ha raccontato McLean: «Stavo rigirandomi il libro tra le mani pensando a come poter raccontare la sua storia quando ho capito che tutto era già nel dipinto. Vorrei dire che la musica per certi aspetti è come la poesia. Tu hai arguzia, drammaticità, umorismo, pathos e rabbia e tutte queste cose creano gli strumenti sottili che un artista, un artista di palcoscenico, uno buono, usa. Purtroppo, tutto questo nella musica si è perso quasi completamente. Il che mi rende quasi come un cimelio storico, perché sto facendo delle cose e le persone come me stanno facendo cose utilizzando tutti i mezzi classici di espressione emotiva». (*)

(*) spunti tratti dal blog www.storiedicanzoni.it

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